Borderline: disturbo e organizzazione della personalità

Il termine borderline esprime un concetto evolutosi nel corso degli anni. Un tempo era riferito a quei pazienti con disturbi non molto ben definiti e collocato tra le manifestazioni psicopatologiche meno gravi di tipo nevrotico e le vere e proprie psicosi.
Verso la fine della prima metà del 1900 i clinici cominciarono a descrivere una tipologia di pazienti che non erano tanto ammalati da rientrare come affetti da una vera sintomatologia psicotica ma neppure adatti ad essere trattatati con una terapia di tipo psicoanalitico classica.
Nel 1968 un gruppo di studiosi (Grinker et al.) suddivise questi pazienti in 4 sottogruppi lungo un continuum dal “versante psicotico” (primo tipo), al “versante nevrotico” (quarto tipo), specificando per ogni sottogruppo le manifestazioni psicopatologiche comuni e le diversità specifiche. Uno dei maggiori contributi di questo studio, fu la conclusione che la sindrome borderline andava chiaramente distinta dalle forme schizofreniche. Nel tempo questi pazienti non regredivano ad uno stato psicotico, ma nel corso della loro malattia si presentavano come “stabilmente instabili”. Ciò portò a smentire la convinzione di chi riteneva che questi pazienti fossero in realtà assimilabili agli schizofrenici.
Studi successivi portarono ad una migliore conoscenza e definizione della patologia. Da un punto di vista descrittivo la sintomatologia borderline è principalmente catalogata nel manuale diagnostico statistico americano DSM5 e classificata, con criteri nosografici precisi, come uno dei disturbi di personalità.
Dal vertice psicoanalitico, soprattutto a seguito degli studi di Kernberg, la patologia borderline viene considerata con maggiore ampiezza ed in particolare come una modalità organizzativa strutturale della personalità comune a più disturbi, oltre ad un indice di collocazione psicopatologica.
Le manifestazioni del disturbo borderline di personalità
Nella sua elencazione l'accennato DSM5, che rappresenta il manuale diagnostico di riferimento di maggiore impiego nella comunità scientifica, ne indica le principali caratteristiche sintomatologiche.
Ciò che maggiormente contraddistingue questi pazienti è la instabilità, in particolare la variabilità nelle relazioni sociali, nell'immagine di sé e degli altri, nello stato dell'umore spesso caratterizzato da una esagerata impulsività. Tendono a compiere disperati sforzi nel timore anche ingiustificato di essere abbandonati, ciò perché faticano a sopportare di rimanere soli, senza persone di riferimento.
La loro instabilità nelle relazioni può essere associata ad una estremizzazione nel giudizio verso gli altri che possono alternativamente idealizzare e svalutare, mentre la variabilità di valutazione nei confronti di se stessi può comportare frequenti modifiche nei loro progetti con comportamenti improvvisi e radicali. Spesso la loro impulsività può tradursi in comportamenti dannosi, come abuso di sostanze, gioco d'azzardo, rapporti sessuali non sicuri, minacce e gesti suicidari, azioni automutilanti come tagliarsi, procurarsi bruciature o altro.
La loro instabilità nell'umore si presenta variabile in tempi ravvicinati, con l'alternarsi di stati di irritabilità, ansia, nel giro di poche ore o al massimo di qualche giorno. Tendono inoltre a vivere sensazioni interne di inutilità e di vuoto, sentimenti lontani dal sentirsi vivi ed in armonia con gli altri. Raramente esprimono uno stato di benessere, ma al contrario, sono spesso soggetti ad intensa rabbia anche in risposta a situazioni che non la giustificano, manifestando incapacità a controllarla. Come conseguenza possono adottare comportamenti di violenza verbale ed anche scontri fisici, seguiti però molte volte da sentimenti di colpa e vergogna.
Infine, se sottoposti a periodi di forte stress, in particolare quando caratterizzati da forti timori di abbandono, possono manifestare alcuni pensieri con tratti paranoidi o di depersonalizzazione, anche se in genere non intensi, di breve durata e con totale ristabilimento.
Il vissuto del soggetto borderline
Tra le emozioni che vive maggiormente, troviamo, oltre la rabbia, anche l'angoscia che sente travolgenti, ne è sommerso e non riesce a controllarle. Si presenta scontroso, eccitato, esasperato, con una profonda sensazione di irrequietezza, una situazione in cui tutte le emozioni sono percepite e vissute con esagerata intensità ed esasperazione. Uno stato di allarme, come se qualche cosa di temuto fosse sempre imminente. Uno stato emotivo in cui le ingiustizie, gli abbandoni, le varie forme di violenza e cattiveria sono sempre incombenti e prima o poi si verificheranno.
Nei rapporti sociali c’è molta turbolenza ed essi sono caratterizzati, come definiti da Correale, da “una dipendenza aggressiva” in cui frequenti liti ed interruzioni si alternano ad improvvise e di nuovo precarie riconciliazioni, e ciò anche nelle relazioni negative per il soggetto.
Per affrontare queste molteplici emozioni, comportanti uno stato di disagio e di eccitazione pressoché continua, la persona borderline cerca di ridurre, di scaricare, per quanto possibile, tutto ciò, mettendo in atto dei comportamenti insoliti ed estremi. Nel tentativo di allentare lo stato di rabbia e di malessere, può adottare varie tipologie di passaggio all'atto, come furiose scenate, comportamenti violenti e a rischio verso se e gli altri in vari campi. Per contrastare il profondo senso di vuoto ed inutilità percepito, può spingersi a cercare il dolore fisico tagliandosi e mediante la vista del proprio sangue, cercare di sentirsi vivo.
Per spiegare questa modalità organizzativa della personalità, in campo psicoanalitico si è ricorso a più approcci oltre al già accennato modello di Kernberg.
In particolare, si ritiene che spesse volte il paziente borderline abbia subìto durante l'infanzia esperienze traumatiche ripetute. Queste hanno lasciato dei segni e delle tracce profonde di grande fragilità. In queste persone anche i normali accadimenti quotidiani e le piccole contrarietà, sono vissute in modo traumatico perché capaci di risvegliare il trauma antico vissuto, sempre in agguato. Di fatto il trauma attuale tende a coincidere con quello antico, come se la persona vivesse sotto il dominio del trauma antico che si riattiva di volta in volta (Correale).
La casistica presente nell'infanzia di questi pazienti, indica generalmente situazioni traumatiche di abbandono o di grave insufficienza nell'accudimento genitoriale o delle persone a questo preposte, fino a vere e proprie situazioni di abuso fisiche e/o sessuali ripetute.
Considerazioni sul trattamento
Risulta possibile col tempo, mediante una psicoterapia di derivazione psicoanalitica e con impegno e costanza, migliorare la vita di questi pazienti aiutandoli gradualmente a comprendere e regolare le proprie capacità di gestione e controllo delle loro molteplici emozioni.
A tale scopo sono importanti alcune condizioni:
- - che il paziente trovi nel terapeuta una figura personalizzata, una presenza sicura e costante in grado di superare anche gli attacchi oppositivi del paziente affinché questi possa sentire che non corre il rischio di essere abbandonato. Sperimentare invece il terapeuta come una figura diversa e rassicurante, in contrasto con quanto temuto e sperimentato nel passato.
- - operare in modo che i traumi quotidiani, si distanzino e non vengano vissuti come fossero quelli antichi.
- - contrastare nel paziente la tendenza a scaricare sull'altro, ma anche a ripetere su di sé, quanto ricevuto nel passato.
- - permettere un racconto di quanto succede nel presente, dei motivi dello scatenamento che hanno permesso l'attualizzazione del trauma passato. Mettere quindi in parola le crisi, l'angoscia e la rabbia attuali, e gradualmente risalire a quelle originarie.
In tutto ciò stimolando le capacità riflessive e di gestione emotiva tese ad una maggiore consapevolezza nella percezione di sé e degli altri.
A proposito di questa tematica, vi consiglio di leggere l'articolo "Sindrome borderline: la tempesta nella stanza di analisi", scritto dal dr. Maschietto.
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Dr. Giovanni Battista Guanella - Centro Clinico SPP Milano età adulta
