Il disturbo ossessivo-compulsivo

È il fato comune di molte verità incominciare come eresie e finire come superstizioni.
(Thomas Huxley)

Cos'è il disturbo ossessivo-compulsivo?

Il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) un tempo era meglio noto come nevrosi ossessivo-compulsiva. L'etichetta originale è più esplicita nel rimandare il fenomeno nell'alveo del funzionamento nevrotico, basato sul conflitto inconscio tra istanze psichiche e loro affetti, ossia tra le pulsioni e le modalità più opportune di una loro gratificazione.

Come si vedrà più avanti, questo disturbo innesca meccanismi dal sapore quasi magico o scaramantico, come se i pensieri incontrollabili pronunciassero una maledizione e dei gesti misteriosi la esorcizzassero.

Come si manifesta il disturbo ossessivo-compulsivo?

Anche per questo interrogativo, la denominazione è di aiuto. Il disturbo si manifesta con ossessioni e con compulsioni:

  • - le ossessioni: sono pensieri intrusivi e idee fisse, di natura involontaria, che possono raggiungere livelli molto disturbanti. Frequenti sono i vissuti di sofferenza e di frustrazione, poiché chi sperimenta queste forme di ossessione si sente vittima di pensieri irrazionali a cui non riesce a sottrarsi. Infatti, il fenomeno è egodistonico, cioè divergente, se non addirittura in contrasto, con i desideri o i ragionamenti di chi lo sperimenta. Non sempre la qualità di questi pensieri è catastrofica ("se non faccio questa cosa, accadrà qualcosa di brutto"), ma può anche essere positiva ("se faccio questa cosa, accadrà qualcosa di bello"), eppure il tratto di ripetizione obbligata e persistente li trasforma comunque in motivo di sofferenza;
  • - le compulsioni: sono azioni concrete (es. gesti) o mentali (es. calcoli numerici), generate in conseguenza alle ossessioni, perché la loro funzione è ridurre l'ansia che i pensieri ossessivi apportano. Ma poiché l'effetto "lenitivo" di tali azioni è temporaneo e l'intrusività delle ossessioni è forte, di solito si generano ripetizioni o concatenazioni di atti anche lunghe e alle quali l'individuo non riesce a sottrarsi (la loro natura è obbligaria, appunto 'compulsiva'). Le compulsioni prendono così la forma di rituali con il potere effimero di scongiurare l'ansia, ma che rendono la persona affetta ancora più schiava di fenomeni che sente non appartenere alla sua volontà cosciente.

È possibile individuare alcune grandi tematiche attorno alle quali ossessioni e compulsioni si sviluppano:

  1. la contaminazione: pensieri fissi e timori generalizzati, non suffragati da eventi rischiosi oggettivi, di ammalarsi, essere avvelenati da qualcosa, di risultare sporchi (la "vittima" può essere chi ha tali ossessioni o anche persone a lei care); cui seguono comportamenti ripetuti più e più volte di lavaggi, igienizzazioni, disinfestazioni anche di ambienti, evitamento di toccare o di essere toccati, ecc.;
  2. il controllo: spesso le idee si fissano su questioni che riguardano solo apparentemente la sicurezza, come fughe di gas, perdite d'acqua, esposizione al furto o altri eventi ansiogeni; di conseguenza, il soggetto mette in atto continui atti di rassicurazione, come chiudere un interruttore già spento, avvitare un rubinetto già serrato, abbassare una maniglia di una porta già chiusa;
  3. l'ordine: talvolta a non dover essere spostati sono gli oggetti casalinghi, altre volte gli abiti devono essere stipati in scale cromatiche, oppure a non dover essere alterati sono dei rituali quotidiani, come la sequenza con cui si prepara la tavola o il modo in cui alcuni sportivi appoggiano una bottiglietta a bordo campo prima di un colpo importante, con una precisione e un rigore che sa di "scaramanzia scientifica"; oppure, al contrario, ogni deviazione, grande o piccola, dallo schema può comportare vissuti di ansia o addirittura d'angoscia, per la sensazione che il pericolo insito nel pensiero ossessivo si realizzi, non più arginato dall'atto "magico" correttamente agito;
  4. la numerazione e il calcolo: il fugace sollievo dalle ossessioni può venire anche dal contare determinati eventi o dalla casualità che una determinata quantità corrisponda a un valore fissato arbitrariamente, oppure ancora il conteggio viene ripetuto più e più volte perché, una volta arrivati in fondo, il dubbio di aver mancato un passaggio costringe a ricominciare.

Quanto è grave il disturbo ossessivo-compulsivo?

Come in molte patologie, anche la gravità del disturbo ossessivo-compulsivo si svolge su una sorta di spettro, da forme meno gravi a forme più serie. Maggiore è la gravità, maggiore è l'impatto negativo che il disturbo ha sulla vita quotidiana della persona affetta, quanto cioè i sintomi intaccano la sfera lavorativa, le relazioni sociali e il benessere personale.

Le caratteristiche del disturbo che si considerano per valutarne il grado sono:

  • - la pervasività: è l'ampiezza con cui il fenomeno si manifesta, sia come numero di declinazioni (es. un determinato oggetto non deve essere spostato, oppure tutti gli oggetti non devono essere spostati), sia come tempo richiesto dalla realizzazione dei rituali (es. da qualche controllo rapido alla valvola del gas ogni volta che si esce di casa, al non riuscire a lasciare veramente l'abitazione, magari sentendosi obbligati a risalire al piano dopo aver raggiunto la strada per controllare ancora, ancora, e ancora);
  • - la rigidità: ci sono casi in cui i sintomi ossessivi-compulsivi, per quanto premano con prepotenza, possono essere trattenuti, o quantomeno declinati in maniera più blanda e meno vistosa, se chi ne è affetto lo giudica inopportuno in una determinata situazione, mentre in altri contesti può sfogarli con meno remore; ma ci sono anche casi in cui, pur consapevole della sconvenienza, non può trattenersi, sommando alla sofferenza, anche imbarazzo e vergogna;
  • - peggioramento e cronicizzazione: la manifestazione del disturbo ossessivo-compulsivo tende a inasprirsi in concomitanza di eventi stressanti, perché essi abbassano le difese psichiche con le quali la persona mantiene il proprio equilibrio, e fomentano ansie e ricerca di sollievo - fosse anche illusorio come quello apportato dai rituali compulsivi. Inoltre, se non trattato, il DOC tende a peggiorare e a cronicizzarsi, radicandosi nel funzionamento dell'individuo e rendendo potenzialmente sempre meno efficaci eventuali cure;
  • - comorbilità: ossia la compresenza di altri disturbi accanto al DOC, creando un quadro generale di sofferenza più intensa e in cui spesso i vari disturbi si acuiscono reciprocamente.

I disturbi che più comunemente compaiono insieme al disturbo ossessivo-compulsivo sono:

  1. tic (che possono sommarsi o intrecciarsi ai rituali compulsivi del DOC);
  2. disturbi d'ansia (che possono alimentarsi con le ansie legate ai pensieri ossessivi);
  3. fenomeni depressivi (anche come conseguenza alla sofferenza e alle limitazioni che il DOC impone);
  4. disturbi alimentari (per la simile tendenza al controllo e al perfezionismo);
  5. disturbi di personalità: oltre che di comorbilità, in questo caso è fondamentale fare un'attenta analisi differenziale per non confondere, e di conseguenza trattare, un disturbo ossessivo-compulsivo - di natura perlopiù nevrotica - con un disturbo ossessivo-compulsivo di personalità - di natura borderline.

Cosa c'è dietro il disturbo ossessivo-compulsivo?

Da un punto di vista psicoanalitico, c'è un bisogno di controllare pulsioni altrimenti vissute come pericolose e in generale un mondo emotivo percepito come imprevedibile, sconosciuto e minaccioso, poiché le emozioni sono alla base dei conflitti psichici, proponendo spesso una verità diversa da quella della ragione. Le manifestazioni del disturbo, ossia le ossessioni e le compulsioni, si propongono come strategie di controllo di quegli impulsi e della loro imprevedibilità.

Anche una pervicace mira all'Ideale, con la sua perfezione e la sua completezza illusoriamente raggiungibili, può giocare un ruolo importante nell'atteggiamento ossessivo, nel senso di colpa correlato per non poter raggiungere la dimensione idealizzata e nella messa in atto di atti "purificatori".

Chi soffre di disturbo ossessivo-compulsivo è pericoloso?

Il DOC non è un disturbo che rende esplicitamente pericoloso chi ne è affetto o mette in pericolo chi gli sta vicino. Però, in maniera indiretta, può generare problemi seri: per esempio, alcune persone si sentono costrette a lavaggi del corpo tanto frequenti da danneggiare la cute, talvolta usando prodotti molto aggressivi, come la candeggina. Oppure, la prepotenza dell'ossessione o l'impellenza della compulsione possono distrarre chi li vive a tal punto da correre dei rischi, come dover calpestare esclusivamente le strisce pedonali bianche durante un attraversamento stradale.

Le concatenazioni di azioni compulsive possono essere tanto complesse e faticose da spossarne l'autore, che si ritrova così la vita salva da pericoli immaginati, ma impossibilitato a viverne ciò che rimane perché senza energie. Ma il pericolo più generale è quello che, con l'aggravarsi della sintomatologia, la persona si ritrovi bloccata, impossibilitata a vivere la quotidianità perché forzata a comporre rituali sempre più ampi e pervasivi.

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Dr. Emanuele Visocchi - Centro Clinico SPP Milano dell'età adulta