Funzione paterna

Sulla funzione paterna sono possibili più considerazioni fra loro interagenti. Può essere vista in senso proprio come caratteristica legata alla figura paterna reale con i propri compiti, responsabilità, dinamiche e significati in ambito famigliare. Un padre reale quindi come figura genitoriale di riferimento per il figlio che interagisce con il suo ruolo accanto a quello materno.

Questa funzione di padre può essere estesa in senso più ampio e generale. Non solamente a cosa è un padre reale, ma alla funzione che riveste in senso simbolico storico nella società, con le relative implicazioni.

La triade padre madre e bambino

Sebbene le responsabilità genitoriali siano condivise, il padre presente in questa relazione triangolare occupa una posizione distinta e differenziata rispetto alla madre ed alla diade madre-bambino. Dalla nascita del bambino, nei primi tempi, viene stabilita un'unione indistinta e particolare di tipo simbiotico con la madre. Questa situazione permette il soddisfacimento delle prime necessità vitali del bambino.

In questo periodo, definito preedipico, la figura paterna tende ad essere considerata in secondo piano data la fusionalità madre bambino, ed il suo compito non sarebbe primariamente quello di interessarsi direttamente al figlio, ma quanto di proteggere la madre, occupata nell'accudimento del suo bambino, provvedendo alle incombenze pratiche quotidiane e sostenendola nell'elaborazione delle sue angosce collegate alla sua maternità. In questo modo si raggiunge il periodo in cui si instaura una modalità relazionale importante, definita primariamente da Freud del complesso Edipico, caratterizzata, normalmente, da una natura conflittuale verso il genitore dello stesso sesso e da intensi desideri a carattere anche incestuoso verso quello di sesso opposto.

Quindi nel maschio di possedere totalmente la madre e dal sorgere di una intensa rivalità che può giungere a desideri di eliminazione verso il padre, visto come un impedimento a ciò. È a questo punto che interviene la funzione del padre per evitare la continuazione di una situazione indistinta che non permetterebbe la formazione di una identità psicologica distinta del bambino. Il suo intervento è volto ad interdire simbolicamente l'incesto bambino-madre, intervento da intendersi come rottura della loro fusione senza prospettive e sviluppo, in modo che la madre sia madre e il bambino sia bambino e non un'unica cosa. C'è quindi un padre che separa simbolicamente la madre dal figlio, assumendo su di sé il compito di contenitore di entrambi e di garante della loro sopravvivenza (Fornari, 1983).

La madre dovrà continuare nel suo ruolo, ma con una sua propria individualità comprendente anche la sua dimensione di donna. Il figlio, sottratto dalla simbiosi materna, potrà iniziare, con il riferimento paterno, ad acquisire una sua identità rispecchiandosi e modulandosi a lui. Dovrà col suo aiuto accettare e superare la rivalità verso il padre per il divieto impostogli al suo impulso incestuoso. Mediante il suo esempio dovrà apprendere che il desiderio verso la madre dovrà col tempo essere spostato e rivolto all'altro femminile. Dovrà elaborare ed interiorizzare questo primo divieto paterno assieme ad altre regole e limiti resi comprensibili dal padre che andranno a formare, nella sua mente, l'ossatura principale di un codice morale di comportamento, la parte della sua struttura mentale definita del Super-Io.

Limitazioni e regole, ma anche, se equilibrate, modalità di guida per un suo sviluppo e maturazione. Il ruolo del padre è molteplice e molto importante per una buona identificazione col maschile da parte del figlio, permettere un rispecchiamento, per l'acquisizione di sicurezza e punti di riferimento certi. Tutto ciò con estensioni positive per il proprio benessere psicologico, ma anche famigliare, ed in generale nei rapporti con l'altro in ambito sociale, favorendo i vari ruoli che nella vita sarà chiamato a ricoprire.

I vari padri

La figura paterna si contraddistingue per una posizione complessa che oscilla tra modalità di espressione concrete e simboliche a livello famigliare e sociale. Numerose sono le tipologie ed i ruoli associati con le relative problematiche che ne derivano.

  • - Esiste il padre biologico che ha cooperato al concepimento della prole.
  • - Il padre sociale riconosciuto come genitore e figura responsabile davanti alla legge, che può essere sia naturale che adottivo.
  • - Oltre a questi ruoli “esterni” esistono poi i padri “interni”. Quello severo e rigoroso che indica ciò che non è ammesso e ciò che invece bisogna perseguire come mete, interiorizzati nel figlio rispettivamente come Super-Io e Ideale dell'Io.

Il padre affettuoso e premuroso, quello potremmo dire materno, colui che ama il figlio, lo sorregge, lo guida con dedizione costanza e fermezza. Colui che alimenta e stimola la progettualità nella crescita del figlio. Infine, anche come l'amante verso la madre che favorisce la circolazione di una sana affettività in ambito famigliare.

Funzione paterna simbolica generale

È possibile riassumere la funzione paterna in ambito generale, come il simbolo della Legge, il fondamento di essa. Ciò sta ad indicare che si esprime principalmente nell'introdurre all'interno dell'individuo il senso del limite, di ciò che non è possibile.

Nella pulsione umana esiste una tendenza a non avere limiti nel suo appagamento, a possedere tutto senza privarsi di nulla, compreso l'appagamento incestuoso. Avere tutto e godere di tutto, avidità senza limiti (Recalcati, in riferimento a Freud e Lacan). Il compito del padre è di essere ed agire come un impedimento a tutto ciò. Il concetto che introduce è che non tutto è possibile, quindi la necessità di contenere e limitare, di dire No al tutto senza limiti. Ma proprio limitando questa spinta ad un godimento e possesso mortifero autodistruttivo, si rende possibile la realizzazione e la sperimentazione della pulsione sana favorente la vita. Quindi il padre simbolico non dice solo No ma si pronuncia anche per il Sì.

Se si accetta il limite del godimento, allora la soddisfazione del desiderio, dell'impulso conforme alla vita è possibile. Quindi la doppia funzione del padre, introdurre il limite ma permettere il desiderio. Tenere unite entrambe le cose, legarle tra loro. Solo il No, il divieto, la Legge sarebbe frustrante, mortifera e senza senso per il soggetto, così come il solo godimento sarebbe altrettanto mortifero. Il primo caso può essere ricondotto ai vari fondamentalismi e sistemi autoritari in cui la legge soffoca e mortifica il soggetto. L'altro invece all'opposto, come spesso accade nella nostra società, dove si impone solamente la pulsionalità incontrollata del godimento che schiavizza il soggetto rendendolo dipendente col rischio di portarlo verso la propria distruzione come nei casi di dipendenza dalle sostanze stupefacenti. Recalcati per uscirne suggerisce la necessità di ripristinare l'alleanza tra Legge e il desiderio garantita dal padre, quindi una via intermedia lontana dal padre padrone ma anche dalla sua assenza.

Figura paterna nella società contemporanea

Occorre notare che più aspetti della figura paterna del passato sono per certi versi entrati in crisi. Varie concezioni ideologiche, politiche e religiose delle società in particolare occidentali, si sono radicalmente modificate ed in buona parte tramontate. L’avvento delle democrazie nei vari paesi ha fatto tramontare l'idea di una autorità e potere assoluti. Non più un'autorità di origine divina, e da sovrani che l'esercitano.

Le contestazioni giovanili a partire dalla fine degli anni Sessanta del secolo scorso con le rivendicazioni dei movimenti delle donne per la parità di diritti tra i sessi hanno contribuito al ridimensionamento della tradizione patriarcale. L'autorità paterna è entrata in crisi e contestata in molte sue manifestazioni sia a livello pratico che simbolico, e questo prosegue anche ai giorni nostri.

Ciò è da ritenersi sostanzialmente positivo come forma di giustizia e contrasto alle manifestazioni autoritarie ed abusive dell'autorità paterna. Ne è conseguito però anche una certa incertezza e crisi su come dovrà essere ridefinita e ricollocata la sua figura.

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Dr. Giovanni Battista Guanella - Centro Clinico SPP Milano età adulta