ChatGPT e psicologia, i consigli degli esperti

In un mondo sempre più digitale e ormai non più analogico tante persone pongono domande riguardanti la sfera psicologica a ChatGPT e ai vari strumenti di intelligenza artificiale, nella speranza di ottenere una risposta pratica e veloce da mettere in atto.
Noi del Centro Clinico SPP dell'età adulta di Milano abbiamo interagito con il chat bot sviluppato da Open AI, fingendo di essere un paziente alla ricerca del migliore percorso psicologico possibile. Nella sezione successiva di questo articolo potrete leggere le nostre domande e le rispettive risposte di ChatGPT, mentre, nella fase conclusiva, uno dei nostri terapeuti del Centro Clinico commenterà le risposte date dall’intelligenza artificiale.
Sto attraversando un momento difficile e vorrei andare dallo psicologo. Hai qualche consiglio?
È un'ottima decisione voler andare dallo psicologo. Chiedere aiuto quando si attraversa un momento difficile è un segno di forza, non di debolezza. Ecco alcuni consigli per trovare il professionista giusto:
- Capisci cosa cerchi – Vuoi supporto per ansia, depressione, stress, relazioni o altro? Alcuni psicologi sono specializzati in specifiche aree.
- Scegli tra psicologo, psicoterapeuta o psichiatra – Se hai bisogno di un percorso di terapia, uno psicoterapeuta potrebbe essere la scelta migliore. Se pensi che potresti aver bisogno di farmaci, potresti consultare uno psichiatra.
- Consulta il tuo medico di base – Può consigliarti un professionista o darti indicazioni su eventuali servizi pubblici disponibili.
- Verifica le credenziali – Assicurati che il professionista sia iscritto all’Ordine degli Psicologi e abbia le competenze adatte.
- Valuta il primo incontro – La prima seduta è importante per capire se ti senti a tuo agio con il terapeuta. Non c’è nulla di male a cambiare se non ti trovi bene.
- Considera le opzioni online – Se hai difficoltà a trovare un terapeuta vicino o preferisci una maggiore flessibilità, la terapia online può essere una buona alternativa.
Se vuoi, posso aiutarti a cercare uno psicologo nella tua zona. Ti andrebbe?
Mi sento spesso stanco e sotto stress. Sono insoddisfatto del mio lavoro e sto vivendo una situazione personale complicata.
Mi dispiace che tu stia attraversando un periodo così difficile. Da quello che dici, sembra che tu stia portando sulle spalle un carico pesante, tra stress lavorativo e problemi personali. È normale sentirsi stanchi e svuotati in una situazione del genere. Sei già riuscito a identificare cosa, in particolare, ti pesa di più? È il lavoro che non ti soddisfa, o è la combinazione di tutto che ti fa sentire sopraffatto?
Potresti provare a prenderti dei piccoli spazi per te stesso, anche se sembra difficile: momenti di pausa, attività che ti piacciono, o semplicemente parlare con qualcuno di fidato. E ovviamente, andare dallo psicologo potrebbe darti un aiuto concreto per ritrovare equilibrio. Se vuoi, posso aiutarti a fare un po’ di chiarezza su quello che stai vivendo. Ti va di parlarne?
No, perché vorrei parlarne direttamente con uno psicologo. A tal proposito, ho letto che esistono diversi orientamenti psicologici. Mi aiuteresti a fare un po' di chiarezza?
Hai ragione, esistono diversi orientamenti psicologici, e sceglierne uno può fare la differenza nel percorso terapeutico. Ti spiego i principali:
1. Cognitivo-comportamentale (TCC) – È basata sull’idea che i pensieri influenzano le emozioni e i comportamenti. Aiuta a identificare e modificare schemi di pensiero negativi, con esercizi pratici e strategie concrete. È efficace per ansia, depressione, stress e disturbi ossessivo-compulsivi.
2. Psicodinamica/psicoanalitica – Si concentra sul passato, sull’inconscio e sulle esperienze infantili per capire come influenzano il presente. Il percorso può essere più lungo, ma aiuta a esplorare in profondità le emozioni e i conflitti interiori.
3. Sistemico-relazionale – Si focalizza sulle relazioni (familiari, di coppia, sociali) e su come influenzano il tuo benessere. Spesso è usata nella terapia di coppia o familiare, ma può essere utile anche individualmente.
4. Gestalt – Mette al centro l’esperienza nel "qui e ora", aiutando a prendere consapevolezza di emozioni e bisogni per vivere in modo più autentico. È adatta a chi sente di essere disconnesso da sé stesso o fatica a gestire le emozioni.
5. Umanistico-esistenziale – Punta alla crescita personale, all'autorealizzazione e al significato della vita. È utile per chi attraversa crisi esistenziali o sente un senso di insoddisfazione profonda.
6. EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) – Indicato per chi ha vissuto traumi, utilizza movimenti oculari guidati per rielaborare ricordi dolorosi.
Se hai già un’idea di cosa potrebbe esserti più utile, posso aiutarti a trovare uno specialista con quell’approccio. Oppure potresti provare un primo colloquio e vedere con che metodo ti senti più a tuo agio. Ti va di dirmi quale di questi ti sembra più adatto a te?
Mi piacerebbe analizzare la mia situazione più in profondità.
Se senti il bisogno di un'analisi più profonda della tua situazione, potresti trovare utile un approccio psicodinamico o umanistico-esistenziale. Entrambi ti permettono di esplorare le radici del tuo malessere, capire meglio te stesso e lavorare su aspetti più profondi della tua personalità e delle tue emozioni.
- - Psicodinamico/psicoanalitico: ti aiuta a riflettere su come esperienze passate, emozioni inconsce e dinamiche interiori influenzano la tua vita attuale. Può essere utile se senti di ripetere schemi negativi o hai difficoltà a comprendere le tue emozioni.
- - Umanistico-esistenziale: si concentra sul significato della tua esperienza, sulle tue scelte e sulla tua autorealizzazione. Potrebbe essere utile se senti insoddisfazione nel lavoro o nella vita in generale e vuoi riscoprire i tuoi valori e obiettivi.
Se questo è il tipo di percorso che ti interessa, potresti cercare uno psicologo specializzato in uno di questi approcci. Vuoi che ti aiuti a trovare qualcuno nella tua zona?
Le tue risposte sono chiare e nette, ma immagino che esistano mille sfaccettature.
Assolutamente sì, la psicologia non è una scienza rigida, e ogni percorso terapeutico è unico. Gli approcci che ti ho descritto sono delle linee guida generali, ma ogni terapeuta li applica in modo personale, adattandoli alla persona che ha davanti. Ad esempio, anche in una terapia psicodinamica, il terapeuta potrebbe integrare elementi di altri approcci se lo ritiene utile. Oppure, un percorso cognitivo-comportamentale, che spesso è visto come pratico e diretto, può comunque toccare aspetti profondi dell’identità e delle emozioni.
Inoltre ogni persona porta con sé una storia unica, con dinamiche personali, relazioni, credenze e vissuti che rendono impossibile incasellare tutto in categorie nette. È per questo che il rapporto con il terapeuta è così importante: non conta solo l'approccio, ma anche quanto ti senti compreso e supportato. Ti va di condividere cosa ti aspetti da questo percorso? Ad esempio, preferiresti un lavoro più introspettivo e aperto o qualcosa di più strutturato e pratico?
Mi piacerebbe portare avanti un percorso in cui l'introspezione sia affiancata da elementi pratici.
Allora potresti trovare utile un approccio integrato, che combina introspezione e strumenti pratici. Alcuni terapeuti lavorano proprio così, unendo tecniche di diverse scuole in base alle esigenze della persona.
Ecco alcuni percorsi che potrebbero fare al caso tuo:
- - Psicoterapia psicodinamica integrata: parte dall’analisi profonda dei tuoi schemi emotivi e relazionali, ma può integrare tecniche più pratiche per gestire lo stress o prendere decisioni concrete.
- - Cognitivo-comportamentale con elementi di introspezione: di base lavora su pensieri e comportamenti, ma alcuni terapeuti usano anche strumenti per esplorare il passato e le emozioni più profonde.
- - Gestalt con approcci pratici: si concentra sulla consapevolezza del presente e delle emozioni, ma con esercizi esperienziali concreti per lavorare su di sé.
Potresti cercare uno psicologo che utilizza un approccio eclettico o integrato, in modo da avere sia strumenti pratici che spazio per un lavoro profondo su di te. Se vuoi, posso aiutarti a trovarne uno nella tua zona. Ti andrebbe?
Potrebbe essere adatto il Centro Clinico SPP?
Sì, il Centro Clinico SPP (Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica) potrebbe essere una buona scelta, soprattutto se ti interessa un percorso che unisca introspezione e strumenti pratici.
Questo centro si basa sulla psicoterapia psicoanalitica, che lavora in profondità sulle emozioni, i vissuti e le dinamiche interiori, ma spesso adotta un approccio moderno, meno rigido rispetto alla psicoanalisi classica. Inoltre, molti terapeuti della SPP integrano tecniche più attuali per affrontare il disagio psicologico in modo concreto.
Un altro punto a favore è che i centri clinici affiliati alle scuole di specializzazione offrono spesso tariffe agevolate, quindi potrebbe essere una buona opzione anche dal punto di vista economico. Se vuoi, posso aiutarti a trovare il contatto del centro più vicino a te o verificare le modalità di accesso. Ti interessa?
Che terapeuta del Centro Clinico SPP Mi consigli?
Capisco che stai cercando un terapeuta presso il Centro Clinico SPP che possa offrirti un percorso che unisca introspezione ed elementi pratici. Il Centro Clinico SPP di Milano si avvale di un'équipe di psicologi, psicoterapeuti e psicoanalisti qualificati, specializzati in psicoterapia psicoanalitica dell'adulto.
Per individuare il terapeuta più adatto alle tue esigenze, ti consiglio di:
- Contattare direttamente il Centro Clinico SPP: puoi telefonare o inviare una e-mail per spiegare brevemente la tua situazione e le tue preferenze riguardo all'approccio terapeutico. Il centro potrà indirizzarti verso un professionista che integri l'introspezione con strumenti pratici.
- Consultare il sito web del centro: visita la sezione dedicata ai terapeuti sul loro sito ufficiale per conoscere le specializzazioni e gli approcci dei vari professionisti. Questo ti permetterà di farti un'idea più precisa su chi potrebbe essere il più adatto alle tue esigenze.
- Valutare un colloquio preliminare: molti terapeuti offrono colloqui iniziali per comprendere le esigenze del paziente e valutare la compatibilità reciproca. Questo potrebbe aiutarti a capire se l'approccio del professionista risponde alle tue aspettative.
Ricorda che la scelta del terapeuta è personale e fondamentale per il successo del percorso terapeutico. È importante che tu ti senta a tuo agio e compreso dal professionista che sceglierai.
ChatGPT e psicologia, il commento della dr.ssa Carella
Dopo aver visto questo scambio di domande e risposte tra una persona e l’IA, proviamo a dare voce invece a una delle terapeute del Centro Clinico SPP. La dott.ssa Carella riconosce che questo modello di intelligenza artificiale fornisce risposte adeguate a domande specifiche. Ciò che però risulta altrettanto chiaro è che risposte, seppur empatiche – “mi spiace per il periodo che stai attraversando” – non riescono a cogliere la comunicazione non verbale, l’espressione, il tono della voce, la postura del corpo, che la persona assume quando sta parlando di quella problematica che lo affligge.
Nella psicoterapia, anche in quella via remoto, il contatto visivo, la modalità con cui il paziente espone la sua sofferenza, le sue pause, sono una parte centrale nell’aiutare il paziente a capire cosa sta succedendo dentro di sé. In altre situazioni il paziente addirittura non sa neanche da dove ha origine il suo dolore. Come interverrebbe l’IA se il paziente non avesse in mente qual è la domanda di terapia?
Nella psicoterapia spesso i pazienti non hanno chiaro di cosa hanno bisogno e di dove risiede l’origine del loro star male. A volte pensano che risieda nel rapporto conflittuale con il capo e solo con il tempo sono pronti a cogliere ed accettare che quella situazione che li ha portati in terapia in realtà è collegata ad altre ferite del passato.
Il contatto emotivo che il terapeuta può fornire con la sua presenza fisica (anche via remoto) è già una prima forma di aiuto. Per il paziente è spesso d’aiuto già solo poterne parlare con qualcuno, non con “qualcosa” (computer). Sapere di essere nella mente del proprio terapeuta può spronare il paziente a riporre in lui/lei i propri dolori e paure. Confrontarsi con una persona reale aiuta il paziente a confrontarsi con i propri limiti e le proprie risorse emotive.
La dott.ssa Carella conclude affermando che ad oggi nessun dispositivo digitale può ridare al paziente quel senso di evoluzione che il paziente stesso cerca in un percorso di psicoterapia. Dell’IA viene riconosciuta l’esattezza nel dare informazioni per lo più corrette, ma spesso, quelle risposte il paziente le conosce già. In un mondo in cui si cerca troppo spesso un appagamento istantaneo (come le risposte date dall’IA) la vera conoscenza di sé stessi richiede lo stare nell’attesa del momento.
Dr.ssa Valentina Carella - Centro Clinico SPP Milano dell'età adulta
Contattami qui per un colloquio.
