Paure e fobie: come superarle con la psicoterapia psicoanalitica

La paura (emozione di base al pari di rabbia, tristezza, gioia, sorpresa, disgusto) è definita come una reazione fisiologica di fronte ad un pericolo o ad una minaccia. La paura ci prepara infatti, grazie ad una risposta adrenalinica, a metterci al riparo oppure a produrre un'azione comportamentale congrua e utile ai fini della sopravvivenza.

In un'accezione più ampia, la paura rappresenta una reazione umana che spazia da meccanismi di autoconservazione necessari alla salvaguardia del singolo individuo o di una collettività fino a più complessi fenomeni inerenti ad una sofferenza emotiva.

QUANDO LA PAURA DIVENTA UN PROBLEMA?

In base all'età del soggetto e nel corso dello sviluppo, le paure possono riguardare non solo oggetti concreti (situazioni, persone o animali), ma anche oggetti astratti o immaginari (ad esempio la paura del buio e dei fantasmi nei bambini, o negli adulti la paura di fallire, di fare brutta figura, o di non essere all'altezza). È considerato nomale e comprensibile sentirsi preoccupati e tesi di fronte a momenti di vita particolarmente sfidanti o stressanti (ad esempio un congruo livello di ansia prima di un esame può aiutarci a prepararci meglio e ad essere più concentrati), ma talvolta la paura può superare la soglia di accettabilità sfociando in timori anche irrazionali, invadenti, persistenti e ricorrenti, causa di malessere significativo, accompagnati da rimuginio, e suscitati da situazioni che non presenterebbero di per sé alcuna, o una bassa, pericolosità oggettiva. Ciò può sfociare in una reazione ansiosa opprimente e intensa, legata generalmente ad una previsione negativa o pessimistica sul futuro.

CHE COSA SONO LE FOBIE?

Se il termine paura fa riferimento all’emozione sperimentata dall’individuo, quando parliamo di fobie ci addentriamo in un meccanismo complesso ed enigmatico, ma al tempo stesso carico di senso. La fobia infatti è generata da un lavoro mentale inconscio di trasformazione e chi ne soffre fatica a rintracciarne gli antecedenti o le cause, sentendosi travolto da un vissuto incomprensibile.

Le fobie rientrano nell'ampia categoria dei disturbi d'ansia e sono caratterizzate da una paura o ansia persistente, intensa e marcata, anche accompagnata da reazioni fisiche, automatiche e sgradevoli – come tachicardia, sudorazione, tremore, etc. – oggettivamente (ma non soggettivamente!) sproporzionata alla pericolosità dell'oggetto o della situazione. Il sintomo può manifestarsi anche con un vero e proprio terrore sperimentato all'esposizione allo stimolo fobico, portando la persona a vivere in uno stato di costante allarme e di ipervigilanza.

Ad esempio, recarsi al supermercato da soli o attraversare una piazza dove transitano dei piccioni può non essere pericoloso di per sé, ma queste azioni possono rappresentare per l'individuo qualcosa di insormontabile. Tale reazione è spesso riconosciuta dal soggetto come spropositata o esagerata, ma non controllabile, e resistente a qualsiasi tentativo razionale di rassicurazione. Vi sono infatti fobie estremamente invalidanti (agorafobia, claustrofobia) che sovente risultano accompagnarsi con attacchi di panico dando luogo a quel processo di “paura della paura” (o ansia anticipatoria) che consolida il sintomo. Altre fobie sono legate a “bersagli” maggiormente specifici, come le zoofobie, più facilmente evitabili. Le fobie portano generalmente l’individuo ad un comportamento di evitamento o fuga, con vissuti di crescente sfiducia, che possono incidere fortemente sulla vita di chi ne soffre.

La necessità, ad esempio, di evitare luoghi pubblici può rappresentare una grave limitazione nella quotidianità lavorativa ed affettiva dell’individuo. Oltre alla qualità della vita inoltre ne risultano infatti spesso influenzate anche la stima di sé e la libertà di muoversi nelle relazioni interpersonali.

LA PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

L'approccio psicoanalitico sottolinea come non sia tanto rilevante l'oggetto specifico bersaglio dello stimolo fobico (in quanto sono innumerevoli le “cose” o le situazioni che potrebbero suscitare una reazione sproporzionata) quanto il suo significato simbolico, le origini e cause del sintomo, gli eventi di vita, gli eventuali traumi, o il momento in cui il sintomo ha fatto la sua comparsa, oltre ai fattori particolari e soggettivi inerenti alla storia relazionale dell'individuo.

L’approccio terapeutico psicoanalitico è finalizzato a ritrovare gli affetti e i moventi pulsionali apparentemente persi o dimenticati che hanno dato luogo all’insorgere della fobia, trasformati dalla vita mentale inconscia in qualcosa d’altro. Il processo di recupero di spinte vitali nascoste e/o represse permette alla persona di reintegrarle dentro di sé, riappropriandosi pienamente della propria vita emotiva e affettiva.

Una psicoterapia è eventualmente integrabile, laddove necessario e sotto la guida di un medico psichiatra, con una cura farmacologica, che può inizialmente aiutare a ridurre il livello di sofferenza e a “lavorare” con maggiore serenità in psicoterapia. È importante per noi sottolineare che l'obiettivo, nel trattamento psicoanalitico delle paure e fobie, è quello di cogliere il senso profondo e particolare del malessere soggettivo (di cui il sintomo fobico rappresenta solo una spia o una manifestazione “visibile”) e non solamente a sedarne le manifestazioni.

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