Paure e fobie

Trattasi di timori persistenti e ricorrenti suscitati da situazioni che non presentano di per sé alcuna pericolosità oggettiva. La paura rappresenta una reazione umana che spazia da meccanismi di autoconservazione necessari alla salvaguardia del singolo individuo o di una collettività

fino a più complessi fenomeni inerenti ad una sofferenza emotiva. Se il termine paura fa riferimento all’emozione sperimentata dall’individuo, quando parliamo di fobia ci addentriamo in un meccanismo complesso ed enigmatico, ma al tempo stesso carico di senso. La fobia infatti è generata da un lavoro mentale inconscio di trasformazione e chi ne soffre fatica a rintracciarne gli antecedenti o le cause, sentendosi travolto da un vissuto incomprensibile. Vi sono fobie estremamente invalidanti (agorafobia, claustrofobia) che sovente risultano accompagnarsi con attacchi di panico dando luogo a quel processo di “paura della paura” che consolida il sintomo. Altre legate a “bersagli” maggiormente specifici, come le zoofobie, più facilmente evitabili. Le fobie portano generalmente l’individuo ad un comportamento di fuga che può incidere fortemente sulla vita di chi ne soffre. La necessità, ad esempio, di evitare luoghi pubblici può rappresentare una grave limitazione nella quotidianità relazionale, lavorativa ed affettiva dell’individuo. Oltre alla qualità della vita inoltre ne risulta spesso influenzata anche la stima di sé. L’approccio terapeutico psicoanalitico è finalizzato a ritrovare gli affetti e i moventi pulsionali apparentemente persi o dimenticati che hanno dato luogo all’insorgere della fobia, trasformati dalla vita mentale inconscia in qualcosa d’altro. Il processo di recupero di spinte vitali nascoste e/o represse permette alla persona di reintegrarle dentro di sé, riappropriandosi pienamente della propria vita emotiva e affettiva.