Senso di vuoto, angoscia, smarrimento di - Psicologo Milano

L’avvertire un senso di vuoto interiore è connesso al vissuto di avere una identità precaria: il terrore è “quello di non avere niente dentro”, né individualità, né originalità.

Questo senso di vuoto interiore genera un acuto senso di angoscia, con alcuni vissuti di smarrimento, di derealizzazione e di depersonalizzazione.

COSA SI NASCONDE DIETRO?

Per contrastare questi vissuti di vuoto, spesso originati da un’infanzia con figure genitoriali ambigue e aggressive, che non hanno offerto né un valido sostegno, né una genuina e autentica affettività, si ricorre all’illusione di un’autosufficienza (tipica delle personalità narcisistiche), che può esprimersi con la prepotenza e l’autoipervalutazione o con la costruzione di una facciata di compiacenza, che fa da guardia a una parte vulnerabile e fragile di sé, che viene (mal)celata dietro a una soddisfazione per la propria abilità nel camuffamento.

SENSO DI VUOTO E PERSONALITA’

Il senso di vuoto e il sentimento di smarrimento sono aspetti costanti soprattutto di alcuni profili personologici:
- nel disturbo alimentare si sperimenta un grande senso di vuoto interiore, quasi incolmabile, che il paziente cerca di colmare costantemente con il cibo;
- nella depressione, che richiama esplicitamente la sensazione di sentirisi smarriti rispetto al “prima” in quanto, la mancanza di obiettivi e di piacere nel fare ciò che si faceva prima, crea appunto angoscia, paura e senso di vuoto;
- nel disturbo identitario narcisistico versus spettro borderline, come per il disturbo alimentare, si tenta di colmare questo vuoto interno attraverso le relazioni di dipendenza patologica con gli altri (amici, colleghi, partner)

COME SI PUO’ CURARE?

La psicoterapia psicoanalitica è un trattamento clinico elettivo per le personalità narcisistiche o borderline che soffrono per un senso cronico di vuoto, di rabbia, per la propria sensazione di inefficienza e di “disidentità”, un sentimento di vergogna per una immagine di sé sbiadita, vuota e spesso camaleonticamente indefinibile. L’analista, offrendo una relazione terapeutica, si prende cura delle ferite infantili del paziente che si è dovuto chiudere in un bozzolo di autosufficienza perché deluso dall’ambiente in cui è cresciuto.

IL VUOTO NELLE PSICOSI (PSICOPATOLOGIA PSICHIATRICA)

Nel mondo psicotico la vita si svolge in un vuoto abissale e gli essere umani sembrano vivere soli nell’universo. Negli schizofrenici il sentimento di identità è fragile e sempre in pericolo; all’angoscia terribile di diventare non umano – per esempio una macchina – si contrappone spesso il loro desiderio di esserlo, di identificarsi con un paesaggio, con un albero, con un cane. Nel mondo psicotico la prossimità e l’estraneità della follia, la sofferenza e la verità implicite nel delirio accompagnano costantemente il sentimento di nullità e di vuoto.

D.ssa Valentina Carella, psicologa psicoteraputa centro clinico SPP Milano