Sessualità e disfunzioni sessuali, trattamento con la psicoterapia

La sessualità è un concetto molto variegato poiché influenzato da fattori psicologici, relazionali, culturali, sociali, ed è talmente ampio da rendere piuttosto arduo il poterne parlare in un breve articolo senza correre il rischio di ridurre la sua interessante ed “eccitante” complessità. Per questo motivo mi concentrerò soprattutto sull’amore sessuale maturo, delineandone, a grandi linee, le tappe di sviluppo, le caratteristiche e le problematicità. 

Mi soffermerò poi sulle disfunzioni sessuali di origine psicogena, legate in particolar modo al desiderio sessuale, in cui la componente psicologica svolge un ruolo primario nella genesi del disturbo, cercando di illustrarne le cause principali e i possibili trattamenti.

COS’È LA SESSUALITÀ?

Inizio il mio tentativo di spiegare cos’è la sessualità adulta partendo dal presupposto che la “capacità di amare” esige che la tenerezza e la sensualità si incontrino, in modo armonioso, in un’unica corrente. Si dovrebbe, quindi, provare, per la persona amata, sia il desiderio sessuale, sia l’apprezzamento psichico e l’interesse a preoccuparsi di lei. La corrente della tenerezza ha origine nei primi anni di vita, nel periodo in cui il principale obiettivo del bambino è quello di non perdere le cure materne. Per questo possiamo dire che, in un certo senso, il bambino si innamora della madre che lo accudisce e che lo coccola.

Ciò fa sì che sulla base della tenerezza si attivi la corrente sensuale che però rimane inibita fino al presentarsi della vicenda edipica, momento in cui sulla tenerezza prende il sopravvento la sensualità e nelle fantasie del bambino compare il desiderio erotico verso il genitore. Il desiderio erotico infantile è però destinato a svanire per la minaccia di castrazione, e a lasciare il posto, di nuovo, alla tenerezza per tutto il periodo della latenza. Si ripresenterà nel corso della pubertà ma sarà accantonato definitivamente per la proibizione dell’incesto, che porterà l’adolescente a ricercare un partner sessuale differente dai suoi genitori e con il quale vivere un comportamento d’amore fatto dal ricongiungimento della tenerezza e della sensualità. Atteggiamento che lo accompagnerà nella sua vita adulta.

Tuttavia, il processo con cui si sviluppa la capacità di amare appena descritto, non sempre procede in modo così lineare e idilliaco. Spesso insorgono delle condizioni che possono ostacolare la confluenza delle due correnti e provocare delle disfunzioni sessuali di origine psicologica.

LE DISFUNZIONI SESSUALI

Prima di procedere con un discorso più approfondito sulle disfunzioni sessuali causate prevalentemente da una componente psicologica, è necessario fare un’importante premessa su come un sintomo sessuale può, in alcuni casi, nascere da una serie di cause di varia natura che agiscono in sinergia. Può infatti essere determinato da fattori di tipo organico, come le malattie cardiovascolari, neurologiche, ormonali, oppure le patologie croniche, quali diabete e insufficienza renale. A essi si aggiungono le possibili cause legate all’assunzione di una terapia farmacologica.

Diversi tipi di farmaci tra cui gli psicofarmaci (antidepressivi, SSRI, ansiolitici, antipsicotici), gli antiipertensivi e gli antistaminici, possono avere delle conseguenze di vario tipo sulla sessualità che però si configurano sempre come effetti collaterali, non come cause automatiche. Infine, esistono ampie prove di come l’abuso di sostanze tossiche e di alcool condizioni il comportamento sessuale delle persone in modo disfunzionale, agendo su numerose aree e sistemi cerebrali.

A volte si pensa che le droghe siano degli afrodisiaci che migliorano le prestazioni sessuali; in realtà, dopo l’iniziale esaltazione delle sensazioni erotiche, il loro utilizzo cronico genera delle difficoltà sessuali che possono persistere anche dopo che si è cessato il consumo della sostanza.

Da tutto quanto sopra emerge in modo inequivocabile quanto sia importante approcciarsi alle disfunzioni sessuali con uno sguardo aperto a differenti concause, tra le quali un ruolo di primaria importanza e una presenza quasi costante è senz’altro attribuita a quella di natura psicologica.

LE DISFUNZIONI SESSUALI DI ORIGINE PSICOGENA

Lascio al lettore l’approfondimento dei criteri previsti dal DSM V per inquadrare, a livello clinico, le disfunzioni sessuali e le loro caratteristiche, poiché preferisco accompagnarlo verso una direzione più psicoanalitica. Riprendendo il discorso delle due correnti della tenerezza e della sensualità, proviamo a occuparci di ciò che, ostacolandone la loro confluenza, determina una disfunzione sessuale, impedendo di avere dei rapporti soddisfacenti.

Per avere un buon funzionamento sessuale, la persona deve essere in grado di abbandonarsi all’atto erotico con calma e serenità e senza essere disturbato da pensieri consci o inconsci che si intromettono. Ma se le avventure dello sviluppo sessuale infantile non hanno seguito completamente il loro percorso, potranno ripresentarsi nella vita sessuale adulta.

Ad esempio, potrebbe riattivarsi il divieto dell’incesto che però questa volta sarà rivolto verso il partner che, probabilmente, evoca uno dei due genitori. In tal caso la corrente della sessualità avanzerebbe delle pretese che contrastano con quelle della corrente della tenerezza e, di conseguenza, si riuscirà a provare, verso la persona amata, solo l’apprezzamento psichico e il rispetto, non anche il desiderio erotico. Quest’ultimo sarà vietato dallo sviluppo di un’impotenza sessuale.

A volte invece ciò che scatena la disfunzione sessuale può essere quell’aspetto della corrente della tenerezza che ci fa sentire avvolti in una relazione che si presume essere esclusiva e continua nel tempo. Se si è cresciuti all’interno di una famiglia particolarmente chiusa e controllante, in cui c’era poco spazio di azione e di pensiero individuali, il sentirsi parte di un legame con il partner potrebbe riportare a quell’ambiente familiare stretto e soffocante di un tempo. Per evitare un falso ritorno al passato, si preferirà, dunque, rinunciare al desiderio sessuale di fondersi eroticamente con l’altro in un’unica entità, penetrandolo o lasciandosi da lui penetrare.

Il mantenere le redini del controllo a livello sentimentale darà l’illusione di “aver spezzato le catene” in cui ci si sentiva legati, al prezzo però di rinunciare al piacere portato dalla corrente sessuale. Può capitare, inoltre, di vivere con angoscia quella sana aggressività che permette di violare i confini del corpo dell’altra persona e che è comunque contenuta dalla relazione amorosa, oppure di non riuscire a vivere senza tabù il senso di trasgressione e di sfida che è implicito in ogni incontro sessuale, oppure ancora di vivere i rapporti sessuali come se fossero degli esami volti a valutare le proprie capacità e il proprio valore.

Insomma, come abbiamo avuto modo di vedere, diverse sono le occasioni in cui di fronte a un desiderio sessuale sentito come angosciante poiché considerato, dal nostro inconscio, qualcosa di vietato e pericoloso, non si può fare altro che difendersi con la formazione di un sintomo sessuale.

IL TRATTAMENTO DELLE DISFUNZIONI SESSUALI

Essendo possibile che le disfunzioni sessuali siano provocate da differenti cause che interagiscono tra di loro, il primo passo per curarle è quello di cercare di individuare queste cause, al fine di realizzare un trattamento su misura partendo da ciò che di “speciale” ogni paziente porta con sé. Il procedere con un'accurata valutazione medica è fondamentale per diagnosticare eventuali fattori biologici che possono determinare il problema e concorrere al suo mantenimento. Dall’esito della stessa deriverà la decisione relativa all’assunzione di una eventuale terapia farmacologica.

Accanto all’aspetto organico, non si può però prescindere dall’analizzare la componente psicologica che quasi sempre, da sola o in compagnia di altri fattori, è la causa scatenante o “sbarrante” il libero deflusso del piacere sessuale.

La psicoterapia permette di dare un significato e una narrazione al sintomo sessuale, leggendone le sue svariate componenti, e riflettendo su di esse, con la guida di uno psicoterapeuta che sul materiale portato dal paziente applicherà il suo pensiero e il suo sguardo clinico-teorico. Tra le componenti che saranno analizzate troveremo, ad esempio, il periodo di insorgenza della disfunzione sessuale (ben diverso sarà il sintomo che si manifesta in una persona giovane durante le sue prime esperienze sessuali, piuttosto che quello che può presentare un soggetto adulto che da tempo si è approcciato alla vita erotica), se essa è persistente o occasionale, se si manifesta con tutti i partner o soltanto con qualche partner specifico e se si manifesta all’interno di una relazione di coppia da poco iniziata oppure all’interno di una relazione di coppia già da tempo consolidata, dopo un periodo di rapporti soddisfacenti.

Tornando metaforicamente al discorso delle correnti, si potrebbe pensare che “in compagnia del terapeuta, si ripercorrerà l’alveo in cui sono scorse le nostre correnti, fino a giungere alla sorgente e dare poi la possibilità al nostro fiume di percorrere un differente letto”... e poter finalmente dire a se stessi, come diceva Giacomo Leopardi ne “L’infinito”:

“Così tra questa Immensità s'annega il pensier mio: E il naufragar m'è dolce in questo mare.”

A cura della dottoressa Donatella Rattini, Centro Clinico SPP Milano

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