EFFETTI LOCKDOWN SUI BAMBINI

I bambini sono meno colpiti degli adulti dal Covid a livello di contagio; raramente lo contraggono e di solito i sintomi che presentano sono meno gravi, ma non per questo non hanno avuto problemi di altra natura a causa del lockdown e ne risentono tuttora.

BAMBINI DA 0 A 5 ANNI

I bambini più piccoli, dal momento che sono più legati ai genitori, sono stati meno condizionati da una didattica a distanza che funzionava poco; i bambini della scuola dell’infanzia vogliono giocare, muoversi, correre, non certo stare davanti a uno schermo. I disagi vissuti da loro sono legati ad altri motivi. In primo luogo dal momento che hanno passato tutto il tempo con i genitori, lo stress e le difficoltà vissute dalla mamma o dal papà hanno inevitabilmente condizionato i bambini più piccoli, che spesso hanno mostrato a tuttora mostrano sintomi regressivi, sono cioè tornati a mettere in atto alcuni comportamenti che avevano superato.

La maggior parte non ha capito il motivo di certe limitazioni, le ha vissute come una punizione, un castigo o un’ingiustizia e questo ha spesso portato a problemi di irritabilità o ansia. Inoltre non vedere più di punto in bianco delle persone che prima si vedevano regolarmente come i nonni o persone che costituivano una rete sociale, ha influenzato negativamente i bambini a livello di attaccamento e molti adesso mostrano una forte ansia da separazione, soprattutto se ci sono stati dei lutti tra i familiari o gli amici.

Ora che è ripresa la scuola dell’infanzia o il nido tra l’altro, le maestre (in teoria) non potrebbero nemmeno prendere in braccio e consolare bambini che piangono quando la mamma o il papà vanno via. L’entrata può quindi diventare un momento vissuto male e con ansia. Inoltre ora i giochi a scuola sono di meno, devono essere sanificati prima di passare di mano in mano, a volte i bambini si annoiano, hanno difficoltà di concentrazione, sono più irritabili...

Quello che hanno notato le maestre è che i bimbi che hanno appena iniziato si sono adattati più facilmente alle regole, mentre quelli che sono tornati hanno più difficoltà, però quasi tutti non hanno le competenze che dovrebbero avere in base all’età. È come se il loro naturale sviluppo si fosse bloccato. Inevitabilmente a casa non hanno avuto tutti gli stimoli che avrebbero avuto se fossero andati a scuola e questo ha influito.

BAMBINI DA 6 A 10 ANNI

Per i bambini in età scolare i problemi sono di altra natura. Tramite i contatti sociali con i coetanei i bambini imparano a collaborare, a fidarsi, sviluppano l’empatia... Si può parlare di una sorta di “apprendimento sociale” e non aver avuto contatti se non tramite dispositivi elettronici può aver portato a difficoltà relazionali ora che il lockdown è finito, anche perché i bambini sono tornati a scuola ma senza poter avere contatti fisici, senza l’amico del cuore come compagno di banco, potendo stare vicini solo con una mascherina, facendo giochi in cui stanno seduti al banco durante l’intervallo, stando in fila indiana per spostarsi e non più a due a due...

Insomma, ci sono delle direttive che portano a una limitazione delle interazioni sociali e i bambini, che già hanno difficoltà a causa degli inevitabili strascichi del lockdown, ne risentono.

BAMBINI DA 10 A 13 ANNI

Per i bambini in età da scuola media i contatti sociali servono soprattutto a stare in gruppo, a decidere di chi fidarsi, capire il loro posto in mezzo agli altri, capire a chi piacciono e chi piace a loro e perché. L’interruzione della vita sociale è stata senza dubbio dannosa. Molti grazie ai dispostivi elettronici si sono tenuti in contatto, ma chi non li aveva è stato del tutto escluso e per questo bambino tornare a scuola e tornare ad avere delle relazioni come prima può essere difficile.

Per bambini, ma soprattutto bambine con problemi legati all’aspetto fisico il lockdown può essere sembrato una cosa positiva, però ora che tornano a vedersi ci possono essere dei sentimenti di vergogna ancora più forti di prima, essere ancora più in difficoltà, perché per tanto si sono sentite “protette” da uno schermo, non si sono dovute confrontare ogni giorno con questi disagi e di colpo questa protezione non c’è più.

EFFETTI ANCHE POSITIVI

Non bisogna però pensare che il lockdown abbia portato solo problemi o difficoltà. Perché per certi versi è stato positivo. I bambini ora sanno usare molto meglio rispetto a prima i dispostivi elettronici, chi veniva bullizzato è stato contento e alcuni hanno migliorato notevolmente le proprie prestazioni scolastiche potendo avere i loro tempi di apprendimento e senza certe dinamiche che inevitabilmente si sviluppano in classe.

Insomma, il periodo del lockdown è stato difficile e vissuto male da molti, quello che c’è da sperare è che non sia stato così lungo da portare a ripercussioni negative a lungo termine, che le cose positive che ha portato non vadano perse, che con la ripresa della scuola anche con le restrizioni che ci sono i bambini tornino a relazionarsi, che prima possibile ci si possa sentire al sicuro e questo periodo così complicato e pieno di paura possa venire messo da parte e anche noi, non solo i bambini, potremo finalmente tornare ad abbracciarci.

Dr.ssa Diana Medri, Centro Clinico SPP Milano

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