Psicoterapia di coppia Milano: come funziona?

Psicoterapia di coppia a Milano. Quando ricorrervi, come funziona, quali approcci teorici, dove rivolgersi (contesti consultoriali che garantiscono la gratuità o studi privati). Affronterò queste e altre questioni dedicandomi in particolare al contributo dato dall’approccio psicoanalitico alla terapia di coppia.

CRISI DI COPPIA

Quando si comincia a pensare di intraprendere una psicoterapia di coppia? Normalmente quando uno o entrambi i partner sentono di attraversare un momento di CRISI. Tale parola, derivata dal termine greco “κρίσις =scelta, decisione” e dal verbo greco “ κρίνω=valutare/discernere” , al di là dell’accezione negativa che ha conquistato nel tempo, porta in sé l’idea di una fase valutativa ... che può portare a una scelta. Nel caso della coppia c’è la consapevolezza di difficoltà proprie e/o della relazione di coppia che su di essa hanno ricadute negative e che possono far prendere in considerazione la possibilità di una rottura. Dove c’è il pensiero di una fine spesso si inserisce un’ambivalenza ... e la separazione diventa, al tempo stesso, desiderata e temuta.

Qui può inserirsi la psicoterapia di coppia, per aiutare una scelta e per sostenere, laddove il desiderio sia quello di salvare la coppia, un percorso di ricongiungimento e superamento del conflitto. La crisi quindi non è sempre catastrofica. Del resto tutte le coppie, prima o poi nella loro storia, affrontano momenti difficili ed anzi molto spesso la crisi è solo il preludio di una rinascita, del ritrovare nella coppia un equilibrio più funzionale.

Disillusione

Crisi di coppia non vuol dire neanche necessariamente “conflittualità”. Ci sono coppie dove le tensioni sono forti e manifeste, altre in cui le emozioni travolgenti dell’inizio si fanno via via più sfumate e fanno pensare all’assenza di sentimento e coinvolgimento. Vengono meno intimità e confronto reciproco. Spesso all’idealizzazione subentra la delusione, dovuta alla conoscenza dell’Altro “reale” e alla caduta delle aspettative.

Cambiamenti imprevisti

L’origine della crisi attiene ugualmente a fattori esterni ed interni. Per fattori esterni ci si riferisce ai cosiddetti “life-events”, ovvero cambiamenti di vita che l’individuo si trova improvvisamente a dover fronteggiare e creano la rottura di un equilibrio pregresso. Tra essi può esserci: la nascita di un figlio, un lutto, la perdita del lavoro, l’insorgere di una malattia o qualche trauma. I fattori interni riguardano il bagaglio familiare. Quando si forma una coppia, ciascuno dei due partner porta idee, valori, abitudini, comportamenti appartenenti alla rispettiva famiglia di origine. Questo rappresenta una ricchezza, ma talvolta può creare difficoltà nella definizione di un sistema di valori e comportamenti condiviso. Quando i membri della coppia non raggiungono un sufficiente livello di maturazione e consapevolezza dei propri bisogni e desideri personali e quindi la capacità di differenziarsi dal sistema valoriale dei propri genitori, spesso nella coppia possono insorgere difficoltà e tensioni. Questo mancato sganciamento emotivo dalla famiglia di origine è molto comune e si verifica, per esempio, quando uno dei due partner continua a mantenere un legame stretto con uno dei propri genitori, facendo sentire l’altro partner escluso da questa sorta di alleanza e impedendo l’instaurarsi di complicità e fiducia necessarie per creare una coppia con un’essenza nuova e distinta.

Crescita e autonomia individuale

Un altro motivo per cui una coppia può entrare in crisi riguarda invece il processo di crescita individuale che spesso non procede di pari passo tra i membri della coppia: quando uno dei due attraversa cambiamenti e passaggi maturativi diversi dall’altro, esprimendo il proprio desiderio di fare passi avanti, la coppia può avvertire un disequilibrio. Questo può avvenire per esempio quando uno dei due partner comincia a maturare ed esprimere all’altro un maggiore desiderio di autonomia individuale nella relazione consolidata e l’altro può sentirsi minacciato, insicuro, non comprenderne il cambiamento e temere per la stabilità dell’unione.

Problematiche nell’intimità di coppia

Spesso, anno dopo anno, il rapporto di coppia si logora. Frustrazioni, rinunce, sacrifici aumentano e le occasioni di dialogo si riducono. Subentra la monotonia della routine quotidiana e le problematiche che porta con sé si accumulano. Uno dei modi di comunicare il disagio vissuto è attraverso il corpo. Vengono a mancare intimità e tenerezze, il contatto empatico è messo a dura prova. Spesso un campanello d’allarme è l’insorgere di disturbi sessuali. Non si tratta solo di difficoltà nell'atto sessuale e disturbi dell'orgasmo, ma anche il calo del desiderio sessuale così come la presenza di un disagio nell'intimità. E’ faticoso parlare delle nostre difficoltà, soprattutto quando queste riguardano la sfera sessuale, perché vergogna, senso di colpa e tabù possono trasformarsi in resistenze difficili da superare. per molte persone è difficile affrontare tale tematica già con il partner, prima ancora di rivolgersi a un esperto.

ESPERIENZE POSITIVE

Mentre molte coppie decidono di separarsi senza aver prima tentato di ricorrere a un aiuto esterno, un numero altrettanto importante continua a mantenere un legame disfunzionale e a convivere. In ogni caso, quando uno o entrambi i partner sperimentano nello stare insieme un malessere duraturo e i tentativi autonomi non sono sufficienti per superarlo, la terapia di coppia può essere un valido strumento di aiuto. In questi casi infatti i problemi tendono a trasformarsi in dinamiche ripetitive, che alimentano le incomprensioni e creano una sorta di circolo vizioso. La ricerca ci conferma che chi chiede un aiuto specialistico può sviluppare risorse utili a innescare un cambiamento, a muoversi da una situazione di stallo e dalla percezione di impotenza che ne deriva, recuperando una dimensione comunicativa e relazionale maggiormente vitale e gioiosa.

Questo importante aspetto migliorativo, consente di affermare che, sebbene spesso siano le coppie in fase di crisi molto profonda a rivolgersi a uno psicoterapeuta per
intraprendere un percorso di terapia, lo stesso potrebbe essere comunque utile anche per le coppie che pur avendo una buona relazione, sentono il desiderio di migliorare la comunicazione interna, rafforzare il proprio legame e conoscersi meglio anche per affrontare in modo più efficace cambiamenti ed eventi stressanti.

COME FARE SE ILPARTNER NON VUOLE?

L’idea di iniziare una psicoterapia muove resistenze varie e non è così infrequente che uno dei due partner sia contrario a consultare un terapeuta, perché non crede nello strumento, perché nega il problema, perché più o meno inconsciamente si rifiuta di guardarsi dentro. In questi casi è possibile ricorrere a un consulto individuale e valutare se attuare un percorso di terapia personale. Non è possibile aiutare qualcuno che non desideri essere aiutato. Anche lavorare su di sé può aiutare a fare chiarezza o a innescare dinamiche più funzionali che abbiano ricadute positive sul funzionamento di coppia.

TEMPI E COSTI DELLA TERAPIA DI COPPIA

I tempi variano a seconda della problematica presentata al momento della consultazione (3/4 colloqui iniziali indispensabili per analizzare la domanda e concordare se e come procedere con la presa in carico), del fatto che ci si rivolga a un’istituzione pubblica o nel privato e dell’approccio/formazione del terapeuta. Nei consultori pubblici o privati accreditati in Lombardia sono offerti percorsi di durata limitata ma è garantita la gratuità. Normalmente il numero di colloqui offerti gratuitamente varia, a seconda delle realtà, tra i 10 e i 24 incontri complessivi. In diversi casi tale offerta può rivelarsi sufficiente soprattutto se la problematica presentata è limitata a un’area specifica di conflittualità di coppia o per esempio se la crisi viene affrontata con tempestività. Spesso invece il percorso da affrontare è più tortuoso e in tal caso resta solo il privato cui rivolgersi. Anche nel privato c’è la possibilità di affrontare un percorso a cifre calmierate.

La tariffa poi può variare a seconda che la terapia di coppia sia offerta da un terapeuta singolo o da una coppia di terapeuti. La durata di una terapia di coppia viene solitamente definita in fase di consultazione alla luce delle problematiche portate e dell’intensità del conflitto in atto. E’ in ogni caso indispensabile non avere l’aspettativa di una soluzione magica e immediata delle problematiche portate e concedersi “il giusto tempo” perché si possa “produrre un cambiamento”.

COME SI SVOLGE LA TERAPIA?

Ogni terapia prevede una prima fase di consulenza, fondamentale per impostare il lavoro e instaurare una buona alleanza terapeutica. Definito il contratto terapeutico e individuati obiettivi di lavoro coerenti inizia poi la vera e propria psicoterapia che prevede incontri della durata di un’ora, ma più frequentemente di 90 minuti, a cadenza settimanale, quindicinale o mensile, a seconda del modello teorico adottato dal terapeuta, ma anche delle esigenze dei pazienti. Esistono diversi modelli terapeutici che si rifanno a diversi approcci teorici, tutti validi. L’aspetto più significativo e trasversale è il fatto che la coppia potrà diventare consapevole delle dinamiche instauratesi in una dimensione triadica, in cui il terapeuta costruirà il terzo polo equidistante e ugualmente attento a entrambi i membri per una buona alleanza di lavoro. La relazione terapeutica che si instaura consentirà di modificare le dinamiche ripetitive disfunzionali che la coppia mette in atto.

DIVERSI APPROCCI:

Innumerevoli sono gli orientamenti teorici che si sono interessati alla psicoterapia di coppia e hanno sviluppato modelli di intervento diversi tra loro. Mi dedicherò brevemente ai tre più comuni, approfondendo poi quello adottato dal Centro Clinico SPP. L’approccio sistemico familiare è quello più diffuso e più noto. Guarda alla relazione e ad affrontare le problematiche di coppia tenendo conto soprattutto del sistema che caratterizza quella relazione specifica, dove ognuno assume un ruolo che va a interagire con il ruolo dell’altro. I criteri principali sono quelli di sincronia, interazione, circolarità, omeostasi e cambiamento.

La terapia cognitivo comportamentale mette in atto un processo attivo e direttivo di intervento, a breve termine, che va ad intervenire su aspetti specifici che contribuiscono al disfunzionamento relazionale. Il terapeuta valuterà gli aspetti cognitivi, comportamentali ed emotivi individuando schemi e credenze dei partner, pensieri dominanti sulla loro relazione e come questi vadano a influire negativamente su comportamenti ed emozioni esperite. Su questi stessi elementi andrà a lavorare con la coppia.

L’approccio psicoanalitico alla terapia di coppia si interroga sull’origine della relazione, sulle forze inconsce che intervengono al momento della scelta del partner e sull’affetto amoroso. Il paziente è la relazione, i due partner sono trattati insieme e come una totalità. Cerca di sviluppare la consapevolezza di quei legami inconsci, attivati dalla coppia, fin dall’inizio della relazione, legami all’origine del desiderio, ma anche dei conflitti. La coppia è un prodotto della vita adulta che ha le sue origini già nell’infanzia. Nella costruzione della coppia ci si imbatte in contraddizioni tra bisogni di stabilità ed instabilità, di intimità e di libertà, tra caducità e perennità, tra identificazioni e contro-identificazioni a dei modelli familiari di riferimento ... al terapeuta spesso si chiede di riportare la pace, ricomporre i conflitti, rappresentare la “legge”.

Nelle diverse coppie si ritrovano legami narcisistici, che spingono alla ricerca di sincretismo, fusionalità, all’unione che cancella i limiti tra individui e legami libidici oggettuali, che a processi identificativi tra i propri oggetti interi e l’altro. Nella crisi di una coppia si possono riconoscere squilibri tra queste due diverse forme di legame sottese all’alleanza tra partner. Ecco allora che ci si troverà a lavorare con coppie di diverse tipologie: coppie nevrotiche (coppie fallico-edipiche con angosce di castrazione reciproca e /o paura di avvicinamento emozionale), coppie anaclitiche/depressive (coppia orale con angosce di perdita), coppie narcisistiche (pulsioni allo slegamento o angosce persecutorie).

OBIETTIVI DELLA TERAPIA PSICOANALITICA DI COPPIA

Gli obiettivi sono diversi. Si tenta di diminuire quella parte di narcisismo sadico che attacca il legame libidico, ristabilendo equilibrio tra i due, trasformando l’agito in pensiero, la proiezione in introiezione, il non detto in parola. Non si può e non si devono sopprimere i conflitti, ma farli evolvere in forme costruttive e in un cambiamento, così che non siano solo fonte di sofferenza, insegnarne quindi la gestione. Facilitare la presa di coscienza degli organizzatori inconsci della coppia quali le ragioni della scelta d’oggetto, la scoperta degli oggetti fondanti la coppia e la storia del legame e la fantasmatizzazione dello stesso. Analizzare i miti e le leggende familiari e coniugali con le loro ricadute sulla coppia. Creando la consapevolezza della storia condivisa della coppia permette di recuperare tante cose ... ciò che è stato depositato nell’altro sotto forma di attese infantili, di speranze, di idealizzazioni, di manipolazioni del comportamento altrui ... che ritorneranno all’individuo che le agisce, così che l’Altro non sarà più oggetto di manipolazione, ma oggetto d’amore.

In abito clinico però si è dato sempre più rilievo all’analista come persona partecipante al processo analitico e a quello che accade nel qui e ora della relazione terapeutica, lo scopo dell’analisi quindi non è più solo la ricerca di rappresentazioni inconsce del passato. L’analista partecipa attivamente al processo e diventa coautore, con i pazienti, di un cambiamento. Il lavoro con le coppie è focalizzato sulla relazione tra due soggetti e su come ognuno influenzi lo stato di benessere dell’altro, indaga la dialettica continua tra senso di separatezza e bisogno di legame, tra intimità ed estraneità, tra sé e oggetto. Il lavoro terapeutico con le coppie può seguire strategie di intervento diverse, da quelle più direttive a quelle interpretative di aspetti profondi, rivolte a evidenziare gli aspetti differenzianti (oggetti interni, bisogni, ragioni) o quelli congiunti come la logica dello stare insieme, incastri inconsci e collusioni.

D.ssa Sara Tenca, psicologa psicoterapeuta Centro Clinico SPP Milano età adulta

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