I giovani e le droghe: i dati statistici più recenti - SPP Milano

Ci sono forti preoccupazioni per l’ampia diffusione - tra gli studenti europei di 15-19 anni – delle cosiddette nuove droghe (NPS – Nuove Sostanze Psicoattive) e per il consumo di sostanze illecite che, seppure attualmente stabile, mostra percentuali elevate a causa degli aumenti, registrati alla fine degli anni Novanta. In diminuzione, invece, il consumo di sostanze lecite, quali gli alcolici e il tabacco.

 

Questi sono solo alcuni dei risultati pubblicati nell’ultimo rapporto del progetto ESPAD (European School Survey Project on Alcohol and other Drugs), che ha coinvolto più di trenta paesi europei e un totale di poco meno di centomila studenti, che nel 2016 hanno partecipato all’indagine rispondendo a un questionario anonimo.

Lo studio è stato condotto in Italia dall’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche). Questa indagine, non solo rappresenta un solido standard per il monitoraggio sia a livello italiano che europeo, ma essendo condotto da circa 20 anni, permette di osservare i cambiamenti nel tempo.

Giovani e droghe illecite

Nel 2016, il 32,9% di partecipanti allo studio ESPAD Italia, per una stima di circa 800.000 studenti, di età compresa tra i 15 e i 19 anni, ha riferito di avere utilizzato almeno una sostanza psicoattiva illegale nel corso della propria vita, mentre il 25,9% ha sostenuto di averlo fatto nel corso dell’ultimo anno. Di questi l’86% ha utilizzato un solo tipo di droga, mentre il restante 14%, ne ha assunte due o più (i cosiddetti policonsumatori).

Come negli anni precedenti, la droga illegale maggiormente utilizzata è la cannabis (quali hashish e THC), a cui seguono la ‘cannabis sintetica’ (denominata “SPICE”, che fa parte delle Nuove Sostanze Psicoattive), la cocaina, gli stimolanti (quali anfetamine e ecstasy), gli allucinogeni (come ad esempio LSD e funghi allucinogeni), mentre l’eroina è quella meno diffusa.

In Italia quasi un terzo della popolazione studentesca (32,4%) ha utilizzato cannabis una volta nella vita, mentre il 25,8% ne ha fatto uso nell’ultimo anno: in Europa siamo secondi dopo la Francia, nell’utilizzo delle cosiddette ‘droghe leggere’.

L’11% degli studenti, pari a circa 275.000 tra i 15 e i 19 anni, ha assunto almeno una volta nella vita cannabinoidi sintetici (“SPICE”).

La cocaina, invece, ha mantenuto tendenze stabili negli ultimi anni; sono poco più di 89.000 i giovani (pari al 3,6%) che riferiscono di averla sperimentata almeno una volta nella vita, 61.000 quelli che ne hanno fatto uso nel corso del 2016 (pari al 2,5%).

Pur rimanendo la droga meno utilizzata dagli studenti italiani, l’uso di eroina segnala un leggero incremento, tra chi riferisce di averla provata almeno una volta nella vita. Tale percentuale, infatti, dopo essere diminuita tra il 2006 e il 2015, è tornata salire nel 2016 (1,5% pari a quasi 37.000 giovani). Per quanto riguarda, invece, il consumo recente, la tendenza è rimasta stabile negli ultimi tre anni, assestandosi al 1,1%, per una stima di circa 28.000 giovani.

Così come a livello europeo, anche in Italia emergono differenze di genere: sono gli studenti maschi ad avere percentuali più alte per l’utilizzo di sostanze illegali, con consumi doppi rispetto alle femmine per tutte le droghe, eccetto che per la cannabis, dove il rapporto è 1,5. Per quanto riguarda le differenze geografiche, nel meridione si registrano consumi leggermente inferiori, rispetto al resto del Paese.

Cala anche il tasso di mortalità indotta dalla droga tra i giovani, nella fascia di età compresa tra i 15 e i 34 anni: in particolare è decisamente sotto la media europea il dato sulla mortalità per overdose, che nel resto del continente europeo aumenta, invece, per il terzo anno di fila.

La “SPICE” e i giovani

I cannabinoidi sintetici conosciuti con il nome di “SPICE” sono prodotti totalmente chimici e si presentano come misture di erbe, non contengono cannabis, ma quando vengono fumati ne producono effetti simili.

Poiché non si sa ancora molto di come queste droghe funzionino e dei loro effetti tossici a livello di salute, esse rappresentano un grosso rischio per chi ne faccia utilizzo.

Dietro alla larga diffusione della “SPICE” su Internet svolge un ruolo fondamentale in particolare il cosiddetto ‘deep web’, ossia quella parte del web che non viene indicizzato dai motori di ricerca. Inoltre, non appena uno di questi nuovi composti sta per essere considerato illegale, c’è già pronto per il mercato un prodotto sostitutivo con una composizione chimica differente.

Giovani e sostanze lecite: tabacco e alcol

In Italia ad aver sperimentato l’uso di tabacco nel 2016 è il 58% degli studenti; negli anni novanta la percentuale si attestava intorno al 64%. Il 37% ha fumato nell’ultimo mese, una diffusione più elevata rispetto ai coetanei europei e stabile nel tempo, a differenza degli altri paesi dove ha fatto registrare considerevoli diminuzioni. Gli studenti italiani che fumano quotidianamente si attestano al 21%, dato che è rimasto costante nel corso degli ultimi venti anni.

Ad aver bevuto alcolici almeno una volta nella vita è l’84% dei giovani italiani: nel 2007 erano il 90%, mentre nel 1995 si attestavano all’88%. Il consumo corrente di alcolici ha interessato invece il 57%, facendo registrare per la prima volta una diminuzione dal 2003, quando coinvolgeva il 63%.

Non si osservano differenze nel trend per la percentuale di studenti che riporta episodi di “binge drinking” (pari al 34%): con questo termine che, in italiano si traduce con l’espressione “abbuffata alcolica” si intende l’assunzione di più bevande alcoliche (generalmente almeno 5 o 6) in un intervallo di tempo breve e in unica occasione.

L’effetto principale ricercato con il “binge drinking” è l’ubriacatura immediata, nonché l’istantanea perdita di controllo.

Conclusioni

La prevenzione più efficace per contrastare la diffusione di droghe tra i giovani, è quella di capire prima perché i ragazzi si avvicinino a queste sostanze. Sebbene le motivazioni siano molteplici e anche soggettive, generalizzando è possibile trovarne alcune comuni a tutti.

Solitamente il primo consumo avviene con molta superficialità, o per sperimentare nuove sensazioni, ricercando una dimensione diversa da quella quotidiana, oppure per facilitare la propria integrazione nel gruppo dei coetanei. Il problema è che, una volta presa l’abitudine, resistere alla tentazione di ricorrere a questi agenti esterni per alterare temporaneamente la realtà, risulta molto complicato, anche per la dipendenza che pian piano si va a creare.

Jim Morrison, cantante del gruppo musicale “The Doors”, diceva: “buying drugs is like buying a ticket to a fantasy world, but the price of this ticket is life”. Questa è una frase molto forte, ma anche estremamente significativa: “comprare droghe è come comprare un biglietto per un mondo fantastico, ma il prezzo di questo biglietto è la propria vita”.

Il desiderio di divertimento non è l’unico motivo che porti i giovani ad avvicinarsi alle droghe, ma possono anche esserci il desiderio di incrementare le proprie prestazioni a scuola o al lavoro e di sfuggire dalla propria infelicità e insoddisfazione, che vanno spesso a concretizzarsi in bassa autostima, insicurezza e depressione.

Qui entra in gioco il ruolo dei genitori, che devono sensibilizzare i propri figli rispetto agli effetti che queste sostanze creano, ma soprattutto, fornirgli gli strumenti per trovare le risposte ai propri problemi in maniera diversa e più costruttiva.

In alcuni casi può essere utile, sia per le famiglie, che per i diretti interessati, un aiuto e un sostegno psicologico esterno di tipo specialistico, quale quello offerto dal Centro Clinico SPP.

A cura del dott. Davide Fiocchi – Centro Clinico SPP dell’Adulto Milano

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